IL TUMORE DELL’UTERO

L’utero è l’organo dell’apparato femminile dove viene accolto e si sviluppa l’embrione nel corso della gravidanza. Ha la forma di una pera con una piccola cavità interna ed è formato da due parti principali: l’estremità inferiore, chiamata collo o cervice, in diretto collegamento con la vagina, e la parte superiore chiamata corpo dell’utero.
Nel corpo dell’utero il tessuto più superficiale, ricco di ghiandole e rivolto vero la cavità interna, è chiamato endometrio, mentre lo strato più esterno, indispensabile per “spingere fuori” il bambino al momento del parto, è di tipo muscolare e si chiama miometrio.
I cambiamenti ormonali che si verificano con il ciclo mestruale influenzano notevolmente la struttura dell’endometrio che dapprima si inspessisce per poter nutrire l’eventuale embrione in caso di gravidanza e in seguito, se la gravidanza non c’è, si degrada nel suo strato più interno e viene espulso attraverso la vagina, sotto forma di flusso mestruale.


DIFFUSIONE
I tumori maligni dell’endometrio, che rappresentano la quasi totalità dei tumori che colpiscono il corpo dell’utero, sono al sesto posto tra i tumori più diagnosticati alle donne (4 per cento di tutte le diagnosi di tumore) con 7.700 nuovi casi all’anno in Italia.
Sono tumori che colpiscono soprattutto le donne dopo i 50 anni di età, con un picco dopo i 60 anni, e che stanno diventando sempre più comuni nel mondo a causa soprattutto dell’allungamento della vita media e di un’alimentazione troppo abbondante e ricca di grassi.

CHI E' A RISCHIO
Per quanto riguarda il tumore dell’endometrio, l’obesità (spesso legata a una dieta troppo ricca di calorie e grassi) e il diabete sono i due principali fattori di rischio: il tumore è infatti due volte più comune nelle donne in sovrappeso, tre volte in quelle obese e fino a quattro volte in quelle con diabete, rispetto alle donne sane e con peso nella norma.
Inoltre gli ormoni, e in particolare gli estrogeni, svolgono un ruolo fondamentale nel determinare il rischio di tumore dell’endometrio; la terapia ormonale sostitutiva data alle donne in menopausa a base di soli estrogeni è un fattore importante di rischio, rischio invece pressoché azzerato in caso di terapia ormonale sostitutiva completa, costituita cioè sia da estrogeni che da progestinici; la pillola anticoncezionale al contrario rappresenta un fattore protettivo in quanto determina un’azione equilibrata e costante di controllo della crescita dell’endometrio.

TIPI DI TUMORE DELL'UTERO
Quasi tutti i tumori del corpo dell’utero prendono origine dalle cellule dell’endometrio e sono chiamati carcinomi endometriali (in genere adenocarcinomi perché riguardano le cellule ghiandolari presenti in questo tessuto), ma quando il tumore parte dalle cellule dello strato muscolare o connettivo dell’utero, si parla di sarcomi uterini.
Per quanto riguarda gli adenocarcinomi, la maggior parte dei casi (80%) è rappresentata dai cosiddetti adenocarcinomi endometrioidi, ma esistono anche altre forme meno diffuse e più aggressive, come l’adenocarcinoma sieroso e l’adenocarcinoma a cellule chiare.
I sarcomi uterini, invece, possono essere suddivisi in due grandi categorie che racchiudono la maggior parte dei casi: i sarcomi endometriali stromali che si sviluppano dal tessuto connettivo di supporto dell’endometrio e rappresentano l’1 per cento di tutti i tumori dell’utero, e i leiomiosarcomi uterini, che si sviluppano nello strato muscolare detto miometrio (circa il 2 per cento di tutti i tumori dell’utero).
Non mancano infine casi, anche se poco diffusi, di tumori che al microscopio mostrano sia le caratteristiche del carcinoma che del sarcoma: sono i carcinosarcomi uterini, molto aggressivi.

SINTOMI
La maggior parte dei tumori dell’endometrio (90%) si manifesta con un sanguinamento vaginale anomalo come, per esempio, perdite di sangue tra un ciclo e l’altro o dopo la menopausa.
Altri sintomi non specifici sono abbondanti perdite vaginali (spesso maleodoranti), dolori nella zona pelvica o alla schiena e una perdita di peso non legata a una dieta dimagrante.

PREVENZIONE
Non esistono strategie specifiche per la prevenzione del tumore dell’endometrio, ma ci sono alcuni piccoli accorgimenti che possono aiutare a ridurre il rischio. L’alimentazione e le terapie ormonali, per esempio, giocano un ruolo fondamentale: è importante seguire una dieta sana, mantenere il peso corporeo nella norma e valutare assieme al ginecologo l’opportunità di iniziare una terapia ormonale a base di estrogeni e progestinici (sia la terapia sostitutiva in menopausa sia la pillola anticoncezionale) anche in base al rischio individuale di tumore dell’endometrio.

DIAGNOSI
Come per tutti i tumori, anche per il tumore dell'utero è fondamentale effettuare la diagnosi il più precocemente possibile.
E’ importante eseguire un’ecografia pelvica in caso di perdite di sangue anomale (tra un ciclo mestruale e l’altro o in qualunque momento in caso di menopausa); la presenza di un ispessimento endometriale impone l’esecuzione di un secondo esame che permetta una diagnosi certa e precisa prelevando alcune cellule della mucosa uterina.
L’isteroscopia permette al medico di visualizzare le pareti interne dell’utero grazie a una telecamera posizionata all’estremità di un sottile strumento introdotto nell’utero attraverso la cervice e di prelevare anche campioni di tessuto da analizzare poi al microscopio.
La biopsia endometriale consiste nell’introdurre nell’utero uno strumento molto sottile e flessibile passando attraverso la vagina per prelevare alcune cellule con un semplice grattamento. Le cellule vengono aspirate dal tubicino dello strumento e in seguito analizzate al microscopio.
La dilatazione con curettage (raschiamento uterino) consiste nel dilatare la cervice uterina per introdurre nell’utero uno speciale strumento capace di raschiare la parete interna dell’utero. E’un esame riservato oggi a casi in cui l’intensità delle perdite è tale da impedire una visione mediante isteroscopia; l’esame si esegue in sedazione.

EVOLUZIONE
Il tumore dell’endometrio ha la tendenza a rimanere a lungo confinato all’interno dell’utero (stadio I); a questo stadio la possibilità di cura è superiore al 90%; nei casi invece più avanzati, nei quali cioè il tumore è uscito dall’utero stesso coinvolgendo altri organi, la sopravvivenza cala progressivamente con il tipo di diffusione.
A seguito della presenza di sintomi che richiamano le donne (sanguinamenti vaginali anomali), la diagnosi è spesso precoce con conseguente buona possibilità di cura della malattia.

COME SI CURA
La chirurgia rappresenta il principale trattamento per i tumori del corpo dell’utero (inclusi i sarcomi) e consiste nell’asportare corpo dell’utero e cervice (isterectomia) attraverso un’incisione nella parete addominale (laparotomia), mediante la laparoscopia o passando attraverso la vagina; generalmente, essendo tumori sensibili agli ormoni, si consiglia l’asportazione anche delle ovaie; nei casi più avanzati si procede alla rimozione dei linfonodi per poter verificare l’assenza di cellule tumorali (metastasi) al di fuori dell’utero.
L’isterectomia è un intervento che implica la perdita della fertilità dal momento che senza l’utero è impossibile ottenere una gravidanza. Nel caso di rimozione delle ovaie, inoltre, le donne ancora in età fertile vanno incontro alla menopausa anticipata con tutti i sintomi tipici (vampate, sudorazione notturna, cambiamento di umore).
La radioterapia, ovvero la somministrazione di raggi ad alta energia in grado di uccidere le cellule malate, è un’altra opzione terapeutica che in alcuni casi può essere utilizzata nella cura dei tumori del corpo dell’utero in maniera esclusiva o in associazione con la chirurgia. Ne esistono due tipi principali: la radioterapia esterna nella quale la radiazione arriva da una fonte posta all’esterno del paziente e quella interna o brachiterapia, che si basa invece sull’introduzione nell’utero di una piccola sonda che per alcune ore rilascia radiazioni dall’interno.
In alcuni casi può anche essere proposta la chemioterapia, basata soprattutto sull’uso di platino.

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